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Giorgio Sirianni

L’UPS gli ha permesso di coniugare la passione per lo sport e l’interesse per la Psicologia. I mesi di lockdown e la didattica a distanza non sono stati semplici: all’improvviso sono mancate le amicizie e le relazioni umane

Sono nato a Roma, ho 21 anni, sono al quarto anno di studi in Psicologia e faccio parte dell’Equipe sportiva dell’Università Pontificia Salesiana.

Oltre allo studio lavoro con i ragazzi dai 12 ai 17 anni come allenatore di calcio a 5 e proprio il tempo trascorso a stretto contatto con loro mi ha spinto a scegliere la Licenza in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione.

Lo stare a contatto con ragazzi, nel mio caso adolescenti, è impegnativo e allo stesso tempo molto soddisfacente. È bello notare come allenamento dopo allenamento il nostro rapporto si fortifichi; mentre io provo ad insegnargli che lo sport è sì un divertimento ma anche un impegno che deve essere mantenuto per il rispetto di tutti, dai compagni agli allenatori, l’essere entrato in sintonia con loro mi aiuta a vedere le cose come le vedono loro, con più leggerezza. Vederli crescere di settimana in settimana mi rende molto orgoglioso e felice, sia del lavoro umano e personale, sia perché mi stimola nello studio. All’interno dell’UPS faccio parte del gruppo di animazione sportiva della Pastorale Universitaria; insieme a un gruppo di studenti e salesiani ci dedichiamo alla promozione delle discipline sportive: Calcio, Pallavolo, Pallacanestro e Ping pong.

Ho scoperto l’Università grazie ad alcuni amici di famiglia, che conoscevano il campus, l’ambiente accogliente e i percorsi formativi offerti. Dell’Università mi ha colpito, sin da subito, il clima di serenità ma soprattutto l’attenzione che i professori dedicano a noi studenti, un aspetto che a dire dei miei amici non è affatto banale, considerando che in altre università accade raramente.

Che percorso intraprenderò dopo la laurea? Per ora mi sto tenendo tutte le strade aperte. Subito dopo aver completato la Licenza vorrei fare diverse cose: il tirocinio, un master in psicologia dello sport e l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di psicologo. Mi piacerebbe anche iscrivermi alla scuola di psicoterapia per continuare a coltivare le mie passioni, umane e accademiche. Per adesso sono solo progetti, non voglio precludermi nessun percorso alternativo.

Quando a marzo l’epidemia da Covid-19 ci ha costretti al lockdown e alla didattica a distanza, personalmente è stata una dura prova. Ho avuto grandi difficoltà a seguire le lezioni online e a mantenere costante la concentrazione durante le spiegazioni. Mi sono mancate all’improvviso tutte le dinamiche relazionali, il contatto con i miei amici e lo sport, che nella mia vita ha un ruolo fondamentale. Non posso negare di aver riscontrato problemi nella scrittura della tesi, ma grazie all’aiuto di alcuni colleghi e dei professori, che hanno compreso il momento di difficoltà generale di molti studenti, mi sono laureato con soddisfazione per i risultati ottenuti.

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