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Formazione

Direttorio per la catechesi: nuove sfide

Un modello generativo e sinodale per camminare con i giovani
  15 dicembre 2020

Lunedì 14 dicembre l’Istituto di Teologia Pastorale e l’Istituto di Catechetica dell’Università Pontificia Salesiana hanno organizzato un seminario di studio dedicato al nuovo Direttorio per la catechesi. Il testo magisteriale, realizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e approvato da Papa Francesco il 23 marzo 2020, costituisce un punto di riferimento fondamentale per la pastorale catechistica come anche per la riflessione catechetica e teologico-pastorale.

Il seminario, realizzatosi in modalità online, ha avuto come titolo: “Direttorio per la catechesi: l’antico e il nuovo”. In concomitanza è stato pubblicato il numero monografico di Salesianum (n. 4/2020) con un titolo analogo: “L’ antico” e il nuovo” nel Direttorio per la catechesi (2020)”. Mentre il numero di Salesianum offre una serie di interventi da vari punti di vista, il seminario si è soffermato in particolare su due aspetti: la collocazione del Direttorio nel rinnovamento postconciliare della catechesi e nel dibattito catechetico; la questione della pastorale e catechesi dei giovani nel Direttorio e in rapporto al Sinodo sui giovani del 2018.

Al seminario hanno partecipato centinaia di persone (docenti; studenti di pastorale giovanile e di catechetica dell’UPS, soprattutto dottorandi; catecheti italiani e collegati da altri Paesi europei e dall’America). I lavori si sono aperti con gli interventi introduttivi del prof. Mauro Mantovani, Rettore dell’Università Pontificia Salesiana, e del prof. Ubaldo Montisci, Direttore dell’Istituto di Catechetica. Quest’ultimo ha coordinato gli interventi dei relatori e animato il dibattito. Sia il Rettore che il prof. Montisci hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra i due Istituti e l’integrazione del punto di vista teologico-pastorale e di quello catechetico nell’approccio al Direttorio.

Le due relazioni sono state tenute dal prof. Giuseppe Ruta, docente dell’Istituto di Catechetica, il quale ha approfondito il “Direttorio per la catechesi” nel contesto del cammino catechistico post-conciliare, e dal prof. Salvatore Currò, Direttore dell’Istituto di Teologia Pastorale che ha parlato di Pastorale e Catechesi dei giovani tra Sinodo e Direttorio.

L'intervento del prof. Ruta ha tracciato sinteticamente lo sviluppo dell'identità della catechesi dal Concilio Vaticano II fino all’attuale Direttorio per la catechesi. Ha preso in esame alcune definizioni-descrizioni di catechesi nel Magistero ecclesiale universale (facendo riferimento in particolare ai due precedenti Direttori, pubblicati nel 1971 e nel 1997) e nella letteratura catechetica degli ultimi decenni, mostrando quali siano più valorizzate nel nuovo Direttorio. Le diverse visioni di catechesi sono state interpretate dal prof. Ruta secondo una dialettica che mette in relazione la polarità "trasmissiva" (istruttiva) e la polarità "generativa" (educativa). Egli ha lasciato vedere un progressivo movimento, anche se non lineare, dall’una all’altra polarità. Infine, ha proposto un recupero e una riscrittura del termine "catechesi": si tratta di ridare significato a questo termine caro alla tradizione ecclesiale, riattivarne lo spessore e il vigore, sempre riaggiornarlo perché non venga depotenziato dall'uso e logorato dal tempo. Che bilancio fare in questo momento della comprensione della catechesi? Se è vero che si dà sempre di più un distacco dal "modello trasmissivo", c’è però anche la necessità di aprirsi sempre di più al paradigma "generativo".

 Il prof. Salvatore Currò è intervenuto sulla sezione del Direttorio che si riferisce alla catechesi con i giovani e ha proposto una lettura di tale sezione mettendola in rapporto al Sinodo sui giovani (e ai principali documenti del Sinodo, in particolare: il Documento finale e l’Esortazione apostolica postsinodale Christus Vivit). Ha sottolineato l’intima connessione tra pastorale giovanile e catechesi dei giovani e ha evidenziato la sfida al camminare-con, cioè la sfida a una mentalità sinodale. Tale sfida attraversa la pastorale-catechesi dei giovani e anche tutta la pastorale. A partire da questa “prospettiva sinodale” ha evidenziato le potenzialità del Direttorio ma anche alcuni nodi, soprattutto quelli relativi all’approccio alla cultura attuale (a volte titubante e sulla difensiva), al decentramento della pastorale (di cui il Direttorio presenta segni buoni che vanno accentuati) e all’apertura alla dimensione sensibile, corporea e affettiva dell’esistenza (anche qui il Direttorio presenta piste interessanti, ma si può essere più coraggiosi). Il prof. Currò ha mostrato come i luoghi della pastorale-catechesi dei giovani siano luoghi propizi per l’avanzamento della catechesi, per il rinnovamento della comunità ecclesiale e per la ricomprensione del senso stesso e della pastorale e della catechesi perché siano all’altezza delle sfide attuali.

Il prof. Marcello Scarpa, docente dell’Istituto di Teologia Pastorale, ha elaborato delle conclusioni aperte. Riprendendo gli elementi più significativi delle relazioni e anche dell’interessante dibattito, ha sottolineato come il Direttorio per la catechesi segni un importante momento di passaggio: raccoglie le acquisizioni maturate in questi anni nella catechesi e rilancia verso le sfide culturali attuali che stiamo già affrontando e che richiedono aperture e coraggio sempre nuovi. Il cammino rimane aperto.