Nell’atrio della Biblioteca Don Bosco dell’Università Pontificia Salesiana è stata allestita una esposizione tanto essenziale nella forma quanto intensa nel contenuto: “L’incanto della Parola”, che propone alcuni volumi della Bibbia poliglotta londinese di Walton, provenienti dal fondo dei libri antichi a stampa della biblioteca.
L’iniziativa, aperta a tutti, invita il visitatore a riscoprire la forza del testo sacro attraverso la bellezza del libro, ma soprattutto a prendere coscienza dell’immenso e prezioso patrimonio bibliografico custodito dalla biblioteca, spesso poco conosciuto perché conservato nei depositi. Accanto alla funzione di stimolo culturale e di abbellimento degli spazi, queste esposizioni rispondono infatti a un obiettivo più profondo: valorizzare, far conoscere e restituire alla comunità accademica e al pubblico opere di straordinario valore storico e scientifico.
I volumi esposti appartengono alla celebre Bibbia Poliglotta di Walton, considerata uno dei massimi capolavori della tipografia e dell’erudizione biblica del XVII secolo. Ideata e curata da Brian Walton, l’opera si distingue per l’eccezionale ampiezza linguistica, il rigore filologico e l’ambizione critica, superando le precedenti grandi Bibbie poliglotte europee. Stampata a Londra tra il 1654 e il 1657, essa rappresenta una pietra miliare nella storia degli studi biblici e orientali .
Dal punto di vista materiale, i volumi esposti sono anche preziosi capolavori tipografici, curati nei caratteri, nell’impaginazione e nei materiali. Dalla scheda catalografica si apprende inoltre che gli esemplari sono stati restaurati nel 2005 dallo storico laboratorio Gottsher di Roma, intervento che ne ha garantito la conservazione e la fruibilità, permettendo oggi di ammirarli in tutta la loro integrità.
Pur nella sua sobrietà, l’allestimento riesce a creare un’atmosfera suggestiva, favorendo uno sguardo contemplativo sia sul libro come oggetto sia sul testo come messaggio. Ogni volume racconta una storia complessa e affascinante: quella degli studiosi che hanno contribuito alla sua realizzazione, dei tipografi che ne hanno reso possibile la stampa, delle comunità che lo hanno letto, custodito e tramandato nei secoli.
“L’incanto della Parola” si configura così non solo come una mostra, ma come un invito alla riscoperta consapevole del patrimonio librario antico, affinché tesori che troppo spesso restano nascosti nei sotterranei tornino a parlare, oggi, con la stessa forza con cui furono pensati e realizzati.
