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Cinema

Fellini e il sacro: l’appuntamento riminese

Una serie di eventi hanno avviato il progetto sulla figura e l’opera di Federico Fellini
  12 ottobre 2020

Si è celebrata a Rimini, lo scorso 10 ottobre 2020, la prima sessione del progetto Ho Bisogno di Credere. Fellini e il sacro, dal titolo “L’infanzia del mondo”. La sessione riminese si componeva di una serie di iniziative tra cui il convegno che ha ripercorso la giovinezza di Fellini con l’intervento di Davide Bagnaresi (ricercatore per l’UPS), che ha presentato la figura e l’arte di Giulietta Masina a cura di Marco Tibaldi (teologo dell’ISSR di Bologna), e la poetica felliniana tra Giovanni Pascoli e Tonino Guerra proposta da Gianfranco Miro Gori (critico cinematografico), e si è concluso con la polemica suscitata tra i cattolici dal film “La Dolce Vita” all’indomani dell’uscita del film di Federico Fellini, con l’intervento di Renato Butera (docente UPS) collegato da Roma.

Il convegno, introdotto da Paolo Guiducci e coordinato da Franz Ramberti, è stato aperto dal saluto del vescovo mons. Francesco Lambiasi, del Sindaco Andrea Gnassi e del Rettore magnifico dell’UPS, il prof. Mauro Mantovani. L’appuntamento si è concluso con la proiezione di una delle ultime interviste a Sergio Zavoli del 19 dicembre 2019, a pochi mesi dalla sua scomparsa, prodotta dall’Università Pontificia Salesiana e curata da Andrea Bencivenga.

In serata, presso il Teatro Galli di Rimini, si è svolto un evento culturale con dialoghi, testimonianze e musiche condotto da Fabio Falzone (TV2000). Dopo i saluti del Sindaco Gnassi, del Rettore Mantovani e di Paola Affronte, presidente dell’Associazione culturale Paolo VI di Rimini, sul palco del Galli è stato ospite il maestro Pupi Avati che ha dialogato con il conduttore raccontando aneddoti personali e commentando l’opera e l’arte del regista riminese. Sul palco anche Mauro Camattari (regista) e Marco Tibaldi che hanno presentato il loro film in produzione sul genio di Fellini. È stato inoltre proiettato per la prima volta il docufilm “Fellini e il sacro” prodotto dall’Università Pontificia Salesiana, da un’idea di Renato Butera e Davide Bagnaresi, realizzato dagli studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’UPS e curato dagli exallievi Andrea Bencivenga e Jacopo Balliana. Il trio di Federico Mecozzi ha eseguito musiche ispirate ai film di Fellini riminese.

Il Museo della città di Rimini ospita in questi giorni anche le due mostre inedite: “Ho bisogno di credere”, sul rapporto tra Fellini e il sacro (3-17 ottobre), e “Il divino amore di Fellini” (3-17 ottobre) serie di foto inedite del Santuario del Divino Amore di Roma per il sopralluogo del film “Le notti di Cabiria”. Le due mostre saranno poi esposte dal 23 ottobre al 15 novembre presso l’Università Pontificia Salesiana.

 Il progetto è frutto dello studio e del lavoro della Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale, in collaborazione con il Centro Culturale Paolo VI di Rimini e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rimini, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la cultura; ed è riconosciuto e inserito nel programma “Fellini100” per le celebrazioni felliniane per il centenario della sua nascita.

 La sessione romana si celebrerà nella mattinata del 24 ottobre presso l’Università Pontificia Salesiana, sul tema “Dov’è Dio?” che indagherà l’aspetto più intimo di Fellini, il suo continuo contatto con la dimensione religiosa e spirituale, la rivisitazione dell’immaginario “sacro” nella cinematografia felliniana con le sue contraddizioni e le sue provocazioni. Coordinato da Fabio Falzone, interverranno Cecilia Costa (RomaTre), Claudia Caneva (UPS), Auro Panzetta (ISSR-Rimini), Renato Butera (UPS).

L’incontro prevede anche la Tavola rotonda coordinata da Fabio Zavattaro (RAI) che dialogherà con Vincenzo Mollica, mons. Dario Viganò, Gianfranco Angelucci e Bruno Roberti. Anche in questa occasione è prevista la proiezione del docufilm “Fellini e il sacro”.

La sessione romana ospiterà inoltre le opere degli artisti Leonardo Caboni, Roberto Scardella e Mauro Falzoni, ispirate al tema del convegno.

Foto: Corriere Romagna