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Vita universitaria

L’UPS festeggia Maria Ausiliatrice

Maria ci insegna ad amare e meditare la Parola
per “educare il cuore”
  22 maggio 2020

 Venerdì 22 maggio si è svolta la Festa accademica di Maria Ausiliatrice, che anticipa la celebrazione liturgica di domenica prossima.

“Sono stato in vari luoghi del mondo, ma posso assicurarvi che in alcuni di questi accadono miracoli. Giovani dalle vite distrutte e senza orizzonti, arrivando in realtà salesiane, hanno conosciuto il rispetto, il dialogo e la fede; la loro vita è cambiata radicalmente”. Con un videomessaggio don Ángel Fernández Artime, Gran Cancelliere dell’Università e Rettor Maggiore dei Salesiani, ha salutato la comunità accademica dell’UPS, riunita telematicamente per celebrare la Festa di Maria Ausiliatrice.

“La più grande bellezza che porterete con voi è il sacrificio di arrivare a qualcosa di prezioso, la giustizia, l’onestà. Sono questi valori che aprono spazi di vita autentici che, arricchiti di fiducia e speranza, ci conducono alla Madre - Maria Ausiliatrice - che ci accompagna e ci accompagnerà sempre per mano”.

La celebrazione della Festa è stata introdotta dal Coro Universitario, che ha intonato il canto O Sanctissima, registrato per l’occasione e guidato dal Maestro don Santiago Gassín.

Don Carlo Maria Zanotti, traendo spunto da due versetti del capito 2 del Vangelo di San Luca, ha sottolineato la grandezza della madre di Gesù, i tratti del suo cammino e il dinamismo vocazionale che la caratterizzano. “Maria - ha concluso - ci insegna ad amare e meditare la Parola per educare il cuore”.

Carmen e Loredana, in rappresentanza dei collaborati dell’UPS, hanno approfondito due estratti dagli scritti di Giorgio La Pira, accademico, politico, “profeta di pace, dialogo e giustizia”, dichiarato venerabile da Papa Francesco nel luglio 2018. Le preghiere a Maria Ausiliatrice sono state lette da alcuni studenti in diverse lingue, rappresentative della eterogeneità del tessuto accademico.

“Seppur virtualmente e non fisicamente come previsto, desidero farmi vicino e soprattutto portarvi il saluto e la benedizione del Santo Padre Francesco”, così inizia il messaggio che il Segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, ha fatto pervenire alla comunità accademica, ricordando in modo particolare don Gregorio Jaskot, scomparso lo scorso 5 maggio a causa del Coronavirus. Il pensiero del card. Parolin è per medici, infermieri e quanti “si sono prodigati per il prossimo fino al dono di sé, per i sacerdoti vicini alla gente e molte donne e uomini di buona volontà che si sono prodigati nel distribuire mezzi di prima necessità ai bisognosi. In questa dedizione potrà essere capitato a diversi di incontrare quella che Papa Francesco definisce santità della porta accanto”.

A proposito dell’impegno dell’UPS nel diffondere un “nuovo umanesimo integrale ed educativo”, il Segretario di Stato Vaticano ha sottolineato l’importanza dell’“approfondimento teologico, umanistico, pastorale ed educativo al quale l’Università si dedica” che “aiuta a riscoprire questa dimensione essenziale, di cui ha enorme bisogno il villaggio globale che abitiamo”.

L’educazione, anche quella universitaria, non è solo trasmissione e assimilazione di saperi, ma è “un estrarre, un tirar fuori dall’uomo quanto gli permette di essere veramente umano”.  Da questo punto di vista, la Costituzione apostolica Veritatis gaudium invita l’Università a essere un laboratorio performativo della realtà, cioè ad avere “un approccio costruttivo sulla vita reale, a coltivare una vera e propria vocazione culturale, una chiamata a diventare artigiani creativi della lieta notizia che Dio desidera prendersi cura dell’umanità, concretamente, attraverso ciascuno di voi”.

Il Rettore, il prof. don Mauro Mantovani, ha invitato a guardare Maria “per riannodare i fili della memoria e il tessuto della nostra storia, per riconoscere che in essa c’è Dio che si fa trovare, per cogliere quello che veramente siamo davanti ai Suoi occhi, e così assumerci le nostre responsabilità giorno dopo giorno, scegliendo ciò che vale”.

Il prof. Mantovani ha sottolineato l’importanza del “custodire” per “trovare, nonostante tutto, il bello che ci abita, l’intreccio di fili con cui siamo collegati l’un l’altro”.  E ha concluso esortando a seguire l’esempio di Maria: “Troviamo Dio nella nostra storia personale e comunitaria” per cambiare la qualità della nostra vita ed essere “come Lei pronti a raccontarla, con gioia, per guardare avanti, oltre, verso il futuro, con un nuovo respiro”.

Dopo il canto del Regina Caeli e la benedizione di mons. Enrico dal Covolo, si è conclusa la Festa accademica di Maria Ausiliatrice.

 Canto introduttivo O Sanctissima, a cura del Coro Universitario

 

 

Saluto del Gran Cancelliere dell'Università, don Ángel Fernández Artime

 

 

Messaggio del Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin