
Mercoledì 2 aprile alle ore 20:15 andrà in scena al Teatro Valdocco di Torino Affezionatissimo Amico, un reading-spettacolo tratto dall’epistolario di San Giovanni Bosco.
Sul palco gli attori-studenti Francesca Catalano, Andrea Lanfrit, Gaia Nadile e Luca Valli.
La regia è affidata a Carmen Barbieri, direttrice della LAS e responsabile della proposta teatrale dell’équipe di pastorale universitaria, assistita dallo studente Daniel Lucarelli.
Il progetto nasce da un’idea di don Francesco Motto, curatore della pubblicazione integrale dell’Epistolario di Don Bosco presso l’editrice LAS, ed è realizzato in collaborazione con l’Istituto Storico Salesiano, l’Archivio Storico Salesiano e la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale.
Si tratta di una tappa significativa del progetto di teatro e narrazione che la pastorale universitaria porta avanti dal 2022. Ma, come spiega Carmen Barbieri, “è anche una prima sperimentazione di collaborazione tra l’editrice LAS e altre realtà culturali della congregazione salesiana. Al centro ci sono sempre i ragazzi, e quello che sta per realizzarsi è davvero un evento speciale. Speciale per la natura dello spettacolo, che propone in forma scenica pagine della corrispondenza intima intercorsa tra Don Bosco e alcuni giovani, famiglie, oltre a lettere indirizzate alle prime comunità salesiane e alla società civile torinese. Speciale perché lo spettacolo si inserisce nel calendario di eventi in corso a Torino in occasione del 29° Capitolo Generale dei Salesiani, alla presenza del neo-eletto Rettor Maggiore don Fabio Attard, dei nuovi Consiglieri e di tutti i capitolari. Siamo felici di andare in scena lì dove tutto ha avuto inizio, con un atto performativo che intende fare memoria dell’eredità di Don Bosco attraverso le sue stesse parole, ripresentificando agli spettatori, e a noi stessi attori, gli elementi essenziali del carisma salesiano. La promessa da non tradire, la meta verso cui orientare l’esistenza di ciascuno e della congregazione stessa: tutto è scritto lì, nelle parole del fondatore”.
E poi, conclude la curatrice del progetto, “speciale perché torniamo a Torino a poco più di un anno dalla nascita al Cielo del nostro amico Matteo Mancia. Matteo era con noi lo scorso anno, in un viaggio alla scoperta dei luoghi di Don Bosco organizzato come équipe di Pastorale Universitaria, insieme al direttore don Pawel Wator. Siamo in procinto di salire sul treno e abbiamo tutti addosso una strana, felice e insieme sofferta sensazione: quella che Matteo sia già lì a Valdocco e stia solo attendendo il nostro arrivo. Il teatro è molte cose. È anche lo spazio sacro in cui la morte non ha mai l’ultima parola”.