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Comunicazione

Pietro Barcellona. Narratore critico della modernità e custode dell’umano

Una lettura critico-analitica dell’opera di Barcellona
  18 novembre 2020

 Il libro Pietro Barcellona. Narratore critico della modernità e custode dell’umano è l’ultimo lavoro del prof. Fabio Pasqualetti, edito dalla casa editrice LAS, un primo studio sull’opera dell’intellettuale Pietro Barcellona nato a Catania nel 1936.

L’attività di Barcellona si è snodata su vari versanti: docente ordinario di Diritto privato e Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza all’Università di Catania, membro del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1976 al 1979; nel 1979 venne eletto deputato nelle file del PCI, mandato che assolverà fino al 1983; nel 1983 approderà al Centro per la Riforma dello Stato (CRS) dove sarà direttore e animatore della rivista Democrazia e Diritto. Dopo la caduta del muro di Berlino del 1989 rivede criticamente le sue posizioni e si impegna politicamente facendo cultura confrontandosi con il problema di Dio e della morte. Si spegnerà il 6 settembre 2013 dopo aver salutato come segno di speranza l’elezione di Papa Francesco il 13 marzo 2013.

La tesi del testo si dipana nel secondo capitolo e nel terzo, dopo che nel primo è stata presentata la sua ricca vita e personalità intellettuale. Il particolare il secondo capitolo "affronta la correlazione tra il progetto scientifico moderno e la concezione dell’ordine giuridico, un ordine artificiale positivo e contingente non dissimile da quello che la scienza pretende di applicare sul mondo e sugli uomini". Nel terzo invece si centra proprio sulla ricerca dell’umano che pervade un po’ tutta la sua opera sintetizzabile in questa sua frase: "Gli uomini sono problema a se stessi, e questo essere problema a se stessi ha dato vita alle più diverse forme di civiltà, secondo le risposte che venivano date a questo interrogativo. Queste risposte costituiscono lo statuto antropologico di una civiltà".

Il quarto capitolo, tuttavia, forse è quello più originale perché fa vedere come la dimensione politica sia sempre sottesa a tutti i discorsi di Barcellona. Inoltre, c’è un confronto apparentemente azzardato tra il suo modo di dipingere e il suo modo di pensare. Anche in questo caso è significativa una sua risposta: «Molti si chiedono che rapporto c’è tra la mia pittura e i miei studi di filosofia e diritto e credo che la risposta sia nei “fatti”: la creazione è sempre trasgressiva perché sconvolge l’ordine esistente e immette forza sotterranea nella “solarità” dell’ordine. È coerente con tutto ciò, che la riflessione si concentri "sull’interrogare il senso della normatività e dell’ordine sociale".

Nella conclusione viene riportato il dialogo fra i due angeli, Cassiel e Raphaela, tratto dal film di Wim Wenders del 1993 Così lontano così vicino, in particolare Cassiel che desiderando di diventare un umano afferma: "Essere uno di loro, per diventare un più luminoso messaggero di luce in questa epoca buia". È  in questa frase che Fabio Pasqualetti vede una sintesi della vita di Pietro Barcellona.