Il Senato Accademico dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) ha approvato, nella seduta del 17 giugno 2026, la nuova Policy per l’uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAGen), che entrerà in vigore ad experimentum a partire dal prossimo anno accademico 2026/2027.
Il documento nasce con l’obiettivo di accompagnare l’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa nelle attività di studio, insegnamento, ricerca e gestione amministrativa, promuovendo un uso consapevole, etico e responsabile delle nuove tecnologie.
La Policy considera l’IAGen come un’opportunità per innovare i processi di insegnamento e apprendimento e per rafforzare le attività di studio e ricerca, a condizione che essa potenzi -senza sostituire- le capacità umane. Al centro del documento vi sono infatti la responsabilità personale, l’integrità accademica, la sostenibilità, la tutela dei diritti e la centralità della persona.
Tra i principi che orientano la Policy figurano la centralità della persona, la responsabilità e competenza personale, la trasparenza, l’inclusione, l’accesso equo alle tecnologie, la sostenibilità e il rispetto della privacy, del diritto d’autore e della sicurezza dei dati.
Particolare rilievo viene dato alla distinzione tra uso corretto e uso improprio dell’IAGen. Gli strumenti di IA possono supportare il lavoro umano, ma non possono sostituire il giudizio critico, la creatività, la rielaborazione personale e la responsabilità di chi produce un elaborato, una ricerca, un contenuto didattico o una comunicazione istituzionale.
La Policy introduce inoltre indicazioni operative per l’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa e prevede l’obbligo di dichiararne l’impiego quando il contributo dell’IA confluisce nel prodotto finale o incide in modo riconoscibile sui contenuti, sulla struttura o sulle scelte espressive del lavoro presentato. La dichiarazione dovrà indicare gli strumenti utilizzati, la versione, le modalità d’uso e le parti del lavoro interessate.
Il documento richiama anche l’importanza di non inserire nelle applicazioni di IA dati personali o sensibili, materiali di ricerca non pubblicati, informazioni riservate o contenuti protetti da copyright, salvo specifiche autorizzazioni documentate.
Un ulteriore aspetto centrale riguarda la formazione della comunità accademica. La Policy individua cinque aree di competenza da promuovere: comprendere il funzionamento dei sistemi generativi; valutare criticamente i contenuti prodotti; agire con consapevolezza e rigore; orientare il processo creativo; collaborare in modo responsabile nell’utilizzo dell’IA.
Durante la fase di applicazione sperimentale, la Policy sarà oggetto di monitoraggio e revisione periodica, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica, normativa e delle esigenze della comunità accademica.
