AI

Intelligenza Artificiale e educazione: la ricerca dell’UPS guida il primo modello sistemico italiano nelle scuole salesiane

Oltre 1.600 docenti coinvolti, 1.375 attività didattiche analizzate e quasi 30.000 studenti ascoltati. La ricerca coordinata dall’UPS evidenzia come l’Intelligenza Artificiale possa diventare una risorsa educativa quando rimane al servizio della relazione umana
  29 maggio 2026

L’Intelligenza Artificiale entra sempre più frequentemente nel dibattito educativo, suscitando interrogativi, aspettative e talvolta timori. In questo scenario, l’esperienza sviluppata dalle scuole salesiane italiane rappresenta oggi uno dei più significativi laboratori di ricerca e innovazione pedagogica a livello nazionale.

A confermarlo sono i risultati della ricerca coordinata dal prof. don Michal Vojtáš, docente della Facoltà di Scienze dell'Educazione, che ha accompagnato il primo progetto sistemico italiano di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale generativa all’interno di una rete scolastica estesa su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa, avviata inizialmente nelle scuole salesiane del Triveneto e successivamente estesa all’intera rete nazionale, ha coinvolto in un solo anno oltre 1.600 docenti della scuola primaria, secondaria e della formazione professionale. La ricerca ha analizzato 1.375 attività didattiche effettivamente svolte in classe e raccolto il feedback di 29.171 studenti, offrendo uno dei più ampi studi italiani sul rapporto tra IA e processi educativi.

Dati che confermano il valore educativo dell’innovazione

I risultati mostrano come l’utilizzo consapevole degli strumenti di Intelligenza Artificiale possa migliorare significativamente diversi aspetti dell’esperienza didattica.

Secondo le valutazioni raccolte, le lezioni supportate dall’IA registrano un incremento percepito nella chiarezza degli obiettivi formativi, nella gestione delle attività, nel coinvolgimento degli studenti, nella creatività dei contenuti e nello sviluppo della consapevolezza critica.

Particolarmente significativi risultano gli aumenti relativi al coinvolgimento degli studenti e alla creatività, mentre l’86% dei docenti coinvolti dichiara di voler continuare a utilizzare stabilmente strumenti di IA generativa come supporto alla progettazione e alla realizzazione delle attività didattiche. Inoltre, quasi sette insegnanti su dieci riconoscono un miglioramento nella qualità della progettazione educativa.

La ricerca evidenzia però un elemento decisivo: i benefici più rilevanti emergono quando l’Intelligenza Artificiale non sostituisce il docente, ma viene integrata all’interno di metodologie didattiche innovative e personalizzate, amplificando l’efficacia dell’azione educativa.

Il modello salesiano: la tecnologia al servizio della persona

Se i risultati quantitativi rappresentano un elemento di grande interesse, ciò che rende particolarmente originale l’esperienza salesiana è il quadro pedagogico che la sostiene.

La riflessione sviluppata dall’Università Pontificia Salesiana (UPS) e dalle scuole coinvolte ha infatti portato all’elaborazione di un principio che potremmo definire di “tecnologia a tempo”: l’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata per favorire l’apprendimento, la progettazione didattica e la personalizzazione dei percorsi formativi, ma non può sostituire la relazione educativa.

Quando inizia il tempo dell’incontro personale, dell’accompagnamento, della ricreazione, del dialogo e della costruzione delle relazioni, la tecnologia lascia spazio alla presenza educativa.

Si tratta di una scelta che si colloca pienamente nella tradizione pedagogica salesiana e che riafferma il primato della persona umana rispetto agli strumenti tecnologici. In questa prospettiva, l’IA non viene considerata né una minaccia da temere né una soluzione da adottare acriticamente, ma una risorsa da governare secondo criteri educativi chiari e condivisi.

Un riconoscimento internazionale

L’interesse suscitato dall’esperienza italiana ha attirato l’attenzione degli stessi vertici di Google for Education.

Nel febbraio 2026 una delegazione composta da quindici tra ricercatori e ingegneri internazionali di Google for Education si è recata a Venezia Mestre per incontrare i docenti delle scuole salesiane e comprendere come gli strumenti di Intelligenza Artificiale fossero concretamente utilizzati nelle attività quotidiane di insegnamento. Non un incontro per presentare la tecnologia, ma per ascoltare chi la stava già sperimentando sul campo.

Il percorso è proseguito il 28 maggio presso l’Istituto Salesiano San Zeno di Verona con l’evento “GO beyond traditional education”, al quale hanno preso parte rappresentanti internazionali di Google for Education e diversi responsabili istituzionali del settore scolastico. L’appuntamento ha offerto l’occasione per condividere i risultati raggiunti e riflettere sulle prospettive future dell’innovazione educativa.

Una ricerca che guarda al futuro

Per l’Università Pontificia Salesiana questa esperienza rappresenta un esempio concreto di come ricerca accademica, innovazione tecnologica e missione educativa possano dialogare in modo fecondo.

L’obiettivo non è inseguire le trasformazioni tecnologiche, ma comprenderle criticamente e orientarle al bene della persona e delle comunità educative. La ricerca coordinata dall’UPS mostra che l’Intelligenza Artificiale può contribuire a migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, purché rimanga inserita all’interno di una visione antropologica chiara, capace di custodire il valore insostituibile della relazione educativa.

In un tempo in cui la tecnologia tende a occupare ogni spazio della vita quotidiana, il modello salesiano propone una prospettiva innovativa e al tempo stesso profondamente umana: utilizzare gli strumenti più avanzati senza rinunciare alla centralità dell’incontro, del dialogo e dell’accompagnamento educativo.

Perché la vera innovazione, prima ancora che tecnologica, rimane sempre profondamente umana.