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Educazione

I giovani protagonisti del Patto educativo

Il Forum organizzato dall’UPS e dall’Auxilium per ricostruire un’alleanza tra generazioni
  27 febbraio 2020

Sabato 22 febbraio, nell’Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi di Roma, si è svolto il Forum “We are, we share, we care. Generazioni a confronto”, una giornata all’insegna dell’ascolto e del dialogo, per mettere in pratica il consiglio di Papa Francesco: tornare ad una “cultura dell’orecchio” per mettersi in ascolto e costruire un’alleanza educativa”.

Studenti e insegnanti, figli e genitori, imprenditori e lavoratori, giovani ed educatori hanno risposto ad alcune domande: “Cosa mi aspetto dall’alleanza educativa? Cosa sogno? Cosa chiedo all’altro gruppo? Quali processi di cambiamento possiamo realizzare insieme?”.

Un confronto moderato da giovani studenti e studentesse della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’UPS e della Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, guidati e orientati dai docenti Francesca Busnelli e Andrea Zampetti.

“In questo Forum - ha spiegato monsignor Vincenzo Angelo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che ha aperto l’incontro - si percepisce chiaramente che c’è il carisma di educare i giovani con amore. Una delle maggiori difficoltà di oggi è il rapporto tra generazioni differenti, che c’è sempre stato, ma che nella società attuale si percepisce in maniera ancora più problematica”.

Le conclusioni dei gruppi sono state portate portate in Assemblea Plenaria, dalle quali è emersa la necessità di “educarci all’ascolto reciproco perché - precisano educandi ed educatori - non si è educatori partime. E bisogna riconoscere i talenti di cui i giovani sono portatori”.

Per questo è importante, secondo gli imprenditori, “fare squadra, essere curiosi, non accontentarsi e condividere le esperienze” perché si cresce quando “si permette all’altro di entrare nella nostra vita”, accompagnando “chi non sa e a volte non riesce ad aprirsi”.

È una fiducia reciproca, che richiede sincerità, onestà, coerenza di vita, come esplicitano i figli ai loro genitori che, a loro volta, chiedono “perdono” perché non sempre sono capaci e disponibili a lasciare che il tempo maturi e porti a compimento le giovani promesse di vita.

La discussione è stata arricchita dagli interventi di alcuni invitati; Alessandro Capriccioli, Presidente II Commissione - Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli Regione Lazio ha sottolineato: “Oggi abbiamo fatto “politica” perché abbiamo fabbricato idee per il futuro, perché ci siamo scambiati passione e coraggio. Queste sono le parole del futuro”. Un futuro che, secondo Cristina Leggio, Assessore alle Politiche giovanili della Città di Latina, ha bisogno di trovare luoghi per incontrarsi reciprocamente, per scardinare luoghi comuni, uscendo da schemi prefissati ed “essere riconosciuti, confrontarsi e stare bene insieme”.

Anche Paolo Restuccia, docente dell’UPS, scrittore e regista del programma radiofonico “Il ruggito del coniglio” (RAI Radio2), ha parlato di “futuro” e si dice fiducioso: “Ci sarà un tempo nuovo, perché i giovani sono capaci di sorprenderci con cose inaspettate”. Alla base di ogni alleanza educativa c’è la sincerità, la coerenza tra pensieri, parole e azioni, che aiuta - secondo don Benoni Ambarus, Direttore della Caritas di Roma - a uscire dalla sindrome del fortino, perché non vinceremo combattendo, ma agendo insieme, consapevoli che ognuno di noi è vulnerabile, cioè debole e sempre bisognoso degli altri”. Per questo è importante co-progettare, fare comunità, mettere insieme le forze. Quelle forze che “si generano e si rigenerano nella famiglia, cuore di quell’umanizzazione dell’essere, che fa sì che ci si spinga sempre oltre, che si guardi in avanti, con le radici al passato”. Ne è convinta Emma Ciccarelli, Vice Presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari.

“Bisogna trovare dei punti di incontro perché da soli, alla fine, falliamo” ha spiegato mons. Zani che ha concluso rivolgendo ai presenti l’invito al Global Compact on Education, fortemente voluto dal Pontefice: “Non sarà solo la giornata del 14 maggio ad essere importante. Dal 10 al 17 maggio, Via della Conciliazione si trasformerà in un grande villaggio dell’educazione, dove ci saranno incontri, dibattiti e confronti, proprio in preparazione al patto. Alla fine, sarete tutti voi ragazzi a trasmettere al mondo ciò che avrete imparato in quei giorni preziosi”.